
Anthonis Mor
(attr.)
Vespasiano Gonzaga
Olio su tavola, cm
117x91,5
L'effigiato
Vespasiano Gonzaga è
voltato di tre quarti verso la destra del quadro; indossa una maglia di ferro a
grano d'orzo, di cui si vedono solo le maniche, ricoperta da una mezza armatura
con alta goletta a tre lame e pettorale con panziera
a sagoma ricurva; gli spallacci sono asimmetrici. La corazza, forse di
manifattura tedesca, è riccamente decorata da fasce dorate arabescate e, al
centro del pettorale, sempre dorata è l'impresa vespasianea
del fulmine alato.
Dal fianco sinistro
della figura pende una spada di cui si vede la semplice impugnatura a crociera
rettilinea con guardia ovale. Il volto è incorniciato da capigliatura e barba
corte, e ha il naso lievemente adunco, come viene
testimoniato anche da altri ritratti. Sotto la maglia di ferro Vespasiano
indossa una camicia bianca di cui si vedono i polsi el
a ricca gorgiera. Sotto la corazza, i fianchi sono coperti da un paio di braghe
rosse molto decorate di tipo spagnolo.
Al momento della sua
pubblicazione nel catalogo della mostra di Como, il dipinto veniva
definito come Ritratto di Ufficiale di Artiglieria. Ugo
Bazzotti nel 1986 ha rettificato l'identificazione del personaggio,
riconoscendovi il giovane Vesapsiano Gonzaga.
Vespasiano viene caratterrizzato
principalmente dall'impresa della folgore alata sulla corazza, e dalla
cicatrice che segna il labbro superiore: questo onorifico segno di
riconoscimento è dovuto alla ferita che Vespasiano si procurò durante l'assedio
di Ostia nel 1556, a cui partecipò in qualità di capitano generale dei fanti
italiani. Il 1556 quindi è un utile termine post quem
per definire la datazione del dipinto, tanto più che Vespasiano è molto
giovane, non ancora trentenne. Bazzotti propone il 1558 come momento possibile
per l'esecuzione del ritratto del giovane condottiero. Questa datazione è
sicuramente accettabile anche per il particolare abbigliamento tipico degli
anni intorno al 1560.
Per quanto riguarda
l'autore è certo corretto il nome di Anthonis Mor, il grande
ritrattista fiammingo nato a Utrecht intorno al 1520 e morto ad Anversa tra il
1576 ed il 1577. Il pittore era strettamente legato alla corte spagnola e
Vespasiano avrebbe potuto facilmente contattarlo onde
ottenerne un ritratto. Oltre tutto, va ricordato che
Vespasiano all'inizio del 1558 si recò proprio nelle Fiandre per rendere
omaggio al nuovo re di Spagna, Filippo II, ottenendo dal novello sovrano il
riconoscimento del grado di generale della fanteria italiana, nonché
l'ammissione tra i Grandi del Regno di Spagna.
Questo ritratto è un
ritratto ufficiale, ma di uso interno, molto
probabilmente doveva essere collocato in qualche ambiente del palazzo Ducale di
sabbioneta, così da rivestire un ruolo ufficiale dimostrativo del valore e
della virtus bellica del personaggio effigiato. Il
taglio a tre quarti, depone a favore di questa ipotesi,
escludendo che il dipinto sia stato eseguito per essere donato.