Wolmer
Beltrami
Sabbioneta 1922 – Cerveteri
1999

Wolmer Beltrami nasce a Breda Cisoni il 23 Maggio del
1922 da Tertulliano e Illuminata Sarzi Sartori.
Falegname lui, casalinga lei, Wolmer sarà il primo di quattro figli.
Wolmer iniziò la sua straordinaria carriera suonando,
spronato dal padre appassionato fisarmonicista, nelle feste e nei locali del
mantovano. La famiglia Beltrami aveva la musica nel
sangue da generazioni, anche lo zio, le due sorelle e il fratellino Enzo,
prematuramente scomparso, erano degli ottimi musicisti.
Dagli esordi degli anni ’30 (ragazzo prodigio iniziò ad esibirsi
come solista a 14 anni e a 16 aveva già un’orchestra sua), agli anni ’50 e ’60
quando raggiunse l’apice della carriera, agli anni ‘90
(quando decise di terminare le sue esibizioni): circa 70 anni dedicati
alla musica ed alla fisarmonica. Una vita trascorsa in simbiosi con il suo
strumento tanto che le sue mani si erano deformate per
adattarsi alla tastiera.
La sua straordinaria carriera artistica lo portò presto lontano da
Sabbioneta dove trascorse solo la fanciullezza; ma trasferitosi a Milano prima
e a Roma poi, ritornava sempre volentieri nella terra natia. La sua passione,
quando tornava dai parenti sabbionetani, erano i tortelli di zucca e il lambrusco.
Wolmer riposa oggi, insieme alla madre e al fratellino Enzo, nella tomba
di famiglia nel cimitero di Breda Cisoni.

Nella foto la casa natale di Wolmer; quello che ora è un garage era l’officina di falegname di Tertulliano.
Per tutta la vita Wolmer tornò sempre
volentieri a Breda Cisoni,
i bredesi ricordano Wolmer come un uomo dal portamento signorile, dall’aspetto nobile.
Wolmer soffriva di insonnia, dormiva poco,
trascorreva parte della notte a passeggiare per le vie di Breda.
L’ultima volta fu un anno prima della sua morte. Nel
paese natale Wolmer faceva vita
riservata; amava stare in silenzio e in riposo. I vicini raccontano che si
sentiva, al pomeriggio, mentre si esercitava con la
fisarmonica.
Wolmer amava i prodotti tipici della sua terra, ogni volta che
tornava a Breda chiedeva gli fossero preparati i
tortelli di zucca, la frittata di pesce gatto con la polenta, un po’ di
lambrusco. In realtà poi mangiava pochissimo come sua consuetudine.
Anche se la sua innata modestia lo portava a dire
che “… al massimo non si arriva mai …”, in realtà Wolmer era un
esecutore ineguagliabile dello strumento che, al di fuori dell’Italia, è
conosciuto come “accordeon”. Definito il “Paganini della fisarmonica” e il “più grande
fisarmonicista del mondo” Wolmer era sicuramente un virtuoso
inarrivabile. Per tutta la vita soffrì di mal di stomaco, nessun medico ne capì
mai la causa, probabilmente era dovuto alla tensione
nervosa con cui si esibiva: ogni rappresentazione doveva essere sempre
perfetta.
Mai contento, pretendeva da se stesso sempre la perfezione,
numerosi sono i riconoscimenti nazionali ed
internazionali da lui guadagnati, su tutti spicca l’Oscar Mondiale della
Fisarmonica vinto nel 1960. Scopritore di talenti ha lavorato con grandi
personaggi molto noti al grande pubblico italiano per
le apparizioni teatrali, cinematografiche, televisive; sua è la fisarmonica
della colonna sonora di Amarcord di Fellini.
La sua straordinaria capacità creativa lo portava a prendere spunto
e a trarre consiglio dal mondo che lo circondava per scrivere le sue
composizioni: così “Il Treno” nacque ad un passaggio a livello e i canarini, le
passeggiate notturne o il silenzio millenario delle tombe etrusche di Cerveteri
erano tutte fonti di ispirazione.
I sabbionetani gli devono affetto e riconoscenza.
Wolmer, pur di umili origini, ha saputo dare
lustro al luogo natio portando in giro per il mondo il suo talento e le
sonorità della sua terra, un personaggio di statura internazionale a cui
Sabbioneta deve essere grata e di cui la nostra comunità deve impegnarsi a non
fare cadere in oblio.
Persona spiritosa, dalla battuta pronta, era
sempre generoso e gentile nel giudicare, in pubblico, le esibizioni degli altri
fisarmonicisti; era inoltre di una meticolosità estrema.
Wolmer, era di bell’aspetto e piaceva alle donne: raccontava che in
gioventù doveva chiudere la porta delle stanze degli alberghi per tenere
lontano le sue fans. Non si sposò mai, solo una volta fu
molto vicino al matrimonio. Tutto era già stato programmato con la futura sposa quando arrivò la proposta di una tournee in Venezuela.
Wolmer dovendo scegliere tra il
matrimonio e l’esibizione in Sud America scelse
l’amore per la musica. Al ritorno la promessa sposa se ne era
andata.
Wolmer muore, nella sua abitazione di Cerveteri, la notte del 28 Ottobre
1999.

Wolmer sedicenne in una caricatura firmata Martinis
1938