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UMBERTO MAFFEZZOLI
Il "Ducatone" di Guzman
Alcune considerazioni
e notizie inedite su una singolare moneta coniata nella zecca di Sabbioneta
"Ducatone"

D/ • NICOLAVS • D • G •
SABLONET DVX • ET • OBSTIL • PRIN • E • C •
Scudo in cartella ornata, sormontato da berrettone coronato, inquartato: I, Guzman; II, Carafa; III, Gonzaga; IV, Spagna. Sul tutto un piccolo
scudo spaccato di aquila imperiale bicipite e
scritta LIBERTAS in banda. Il tutto contornato dal collare dell'Ordine del Toson d'Oro.
Contorno perlinato.
R/ • ¬LVNA • SVB • PE • • DIBVS • EIUS
¬ •
La B.V. stante, col
Bambino sul braccio sinistro, circondata da raggi e con aureola di 8 stelle,
ha sotto i piedi una luna falcata e sotto, nel giro: 1666
Contorno perlinato.
Questa moneta
d'argento, del diametro di 46 mm e di notevole rarità, catalogata dal CNI 1
ma illustrata per la prima volta dall'Affò2, venne coniata3
nel 1666 da Nicola Maria de Guzman
Carafa, "Duca" di Sabbioneta per
investitura del Re di Spagna e ultimo discendente di
Vespasiano Gonzaga Colonna4.
Da sempre è
considerata la più bella moneta coniata nella zecca di Sabbioneta ma anche la
più singolare, non tanto per quel discutibile titolo di Duca esibito nella
legenda del dritto, quanto per il rovescio che si rifà esplicitamente al tema
dell'Apocalisse. Il motto nel giro è infatti ripreso
integralmente da Giovanni 12,1 : "et signum magnum apparuit in coelo: mulier amicta sole, et luna sub pedibus eius, et in capite eius corona stellarum duodecim ..." con
alcune "licenze" artistiche nella raffigurazione. Infatti le stelle sulla corona della Vergine sono 8 e non
12, la Vergine non è incinta ma tiene in braccio il Bambino e non vi è un
dragone sotto i piedi della Madonna ma la data 1666. Un numero questo che
contiene proprio quel 666 che l'Apostolo Giovanni indica come il numero della
"bestia", simbolo ancor più inquietante se si considera il contesto del versetto dell'Apocalisse dove si afferma
essere quel numero come un marchio senza il quale nessuno può comprare o
vendere5, quasi che il Guzman
volesse fare di questa moneta un monito o una sfida alla cabala.
E' interessante notare che, sempre nella zecca di Sabbioneta, un rovescio
pressoché identico si ritrova anche in un rarissimo esemplare in mistura del
periodo di Isabella e Luigi Carafa,
datato 1605, catalogato come Ducato dal CNI 6, ma ritenuto dal
Papadopoli7 un Mezzo Tallero, ed in una moneta ossidionale del
1707, in rame, esposta per la prima volta nella mostra di Sabbioneta del 1989
curata da Massimo Rossi8. Le caratteristiche dimensionali e
figurative lasciano supporre che il punzone utilizzato per la B.V. col
Bambino sia sempre lo stesso nei tre esemplari e riferibile ad un punzone attualmente conservato nel Medagliere Estense di Modena.
Le analogie stilistiche poi, con la figura dell'Assunta del "10 Soldi",
coniato nell'ultimo periodo di Vespasiano, unitamente a considerazioni di
tipo araldico, lasciano pochi dubbi al fatto che tale punzone sia stato
predisposto proprio da Vespasiano (Andrea Cavalli incisore ?) per una moneta
preparata ma mai emessa9 analogamente a quanto successo per il
"Mezzo Ducatone" datato 1579 e coniato, in rame, solo durante l'assedio del 1707.
Vi è infine un
aspetto, sinora sconosciuto, legato al "Ducatone"
del Guzman e cioè il fatto
che, dopo pochi mesi di circolazione, la moneta venne ritirata in quanto il
suo tenore di argento fu giudicato, dai saggiatori dello Stato di Parma, non
adeguato. Un aspetto questo, stranamente ignorato dall'Affò
che pure attinse copiosamente agli archivi parmensi dove appunto si
conservano i documenti che comprovano l'accaduto.
Una Grida10
dello Stato di Parma pubblicata il 17 Aprile 1666, infatti, vietò la
circolazione della moneta di Sabbioneta perché " d'inferior bontà e peso" di un Ducatone,
seguita poi da un'altra Grida pubblicata l'8 Maggio
1666 (illustrata in questo saggio) con la quale si avvisavano tutti coloro
che erano venuti in possesso della moneta del Guzman
che questa era stata ritirata per decisione dei Deputati della Comunità di
Sabbioneta11 e che, se restituita nel termine di quindici giorni,
poteva essere cambiata al valore per cui era stata emessa.
Una moneta davvero
sfortunata e un finale forse poco dignitoso per la prestigiosa
zecca iniziata dal grande Vespasiano Gonzaga.
NOTE
- 1 - Corpus Nummorum Italicorum, Primo tentativo di un catalogo
generale delle monete medievali e moderne coniate in Italia o da
italiani in altri paesi. Volume IV; Lombardia (Zecche Minori), Roma, Tipografia della Reale
Accademia dei Lincei, 1913, pag. 552, tipo n° 1 e tav. XLIV n°
14.L'esemplare illustrato in quest saggio fa
parte della collezione della Associazione Pro
Loco di Sabbioneta, n° di catalogo 24,
diametro 46 mm, peso 31,63 grammi. E' stato acquisito all'Asta Montenapoleone del 3.5.1989; proviene dalla collezione Gnecchi e ceduto
nell'Asta Hamburger del 1903.
- 2
- I. Affò, Delle Zecche e monete di tutti i
Principi di Casa Gonzaga che fuori di Mantova signoreggiarono, opera
variamente divisa del Padre Ireneo Affò,
Lettor Giubilato, e Definitore dè Minori Osservanti, Vice-Bibliotecario di S.A.R. il
Signor Infante Duca di Parma, e socio della R. Accademia di Mantova.
Pubblicata e di annotazioni, e medaglie dè medesimi Principi corredata da Guid'Antonio Zanetti,
Parma, Nella Stamperia di Lelio dalla Volpe, 1782, pagg. 154-155 e Tav. VII, n° 25
- 3
- I conî del D/ e del R/ ed il punzone della B.V. col Bambino sono conservati a Modena nella Collezione del
Medagliere Estense ai nn. di inventario
rispettivamente : 11590, 11598, 11620. Per quanto riguarda la
conservazione di conî e punzoni della zecca di Sabbioneta presso il
Medagliere Estense si rimanda a: Elena Corradini, Conî e punzoni dei Gonzaga nella
Collezione del Medagliere Estense di Modena, in: I Gonzaga -
Moneta Arte Storia - Catalogo della Mostra di Mantova del 1995 -
Milano, Electa, 1995, pp.177-181.
- 4
- Alla morte di Vespasiano Gonzaga si aprì un'aspra contesa per la
successione al Ducato di Sabbioneta. Vespasiano aveva nominato sua erede
universale la figlia Isabella ma mancando un erede maschio ed in forza
del Diploma Imperiale del 1558 che istituiva la successione solo per
linea maschile, pretesero di subentrare di
diritto nell'eredità i Gonzaga del ramo di San Martino, figli dello zio
paterno di Vespasiano, Pirro. Le transazioni che ebbero
luogo immediatamente dopo la morte di Vespasiano smembrarono lo
Stato: la Contea di Rodigo andò al Duca di
Mantova; i Feudi di Bozzolo, Rivarolo e
Commessaggio ed il Marchesato di Ostiano
furono divisi tra i figli di Pirro mentre a Isabella ed al marito Luigi Carafa, con l'esborso di una forte somma, rimase
solo Sabbioneta col titolo ducale. L'investitura ufficiale avvenne con
Diploma dell'Imperatore Rodolfo II d'Absburgo
del 10.Ottobre.1592 che ripristinò la successione per linea maschile nel
Ducato. Con la morte di Isabella nel 1637
seguita subito dopo, nel 1638, da quella di Luigi Carafa
si riaprì nuovamente il problema della successione nel Ducato di
Sabbioneta. Infatti l'unico figlio di Isabella
e Luigi, Antonio Carafa, nato nel 1586, era
premorto ai genitori lasciando un'unica figlia, Anna. Il marito di
questa, Ramiro Felipe Nunez
de Guzman, Duca di Medina las
Torres e potente Viceré spagnolo di Napoli, si adoperò perché
Sabbioneta, fortezza importante per la Lombardia orientale, rimanesse
sotto il controllo spagnolo. Dopo una lunga lite con Scipione Gonzaga di
Bozzolo portata innanzi alla Corte Imperiale, Anna ottenne alfine di
mantenere il possesso di Sabbioneta in sua vita ma
non il titolo ducale che, quello stesso anno, l'Imperatore concesse a
Scipione di Bozzolo. Una serie di concessioni fatte da Anna alla Corte
di Spagna provocò però il trasferimento di fatto, nonostante le proteste
imperiali, del diritto di Alto Dominio della
Spagna su Sabbioneta. Morta Anna Carafa nel
1644, il Re di Spagna si affrettò a nominare il di lei
figlio, Nicola Maria de Guzman, Duca di Sabbioneta, insignendolo più tardi,
nel 1647, del Cavalierato dell'Ordine del Toson
d'Oro. Con la morte di Nicola de Guzman senza
figli, il 7.Gennaio.1689 si estinse la discendenza di Vespasiano Gonzaga
Colonna e contemporaneamente quella dei Carafa
Principi di Stigliano.Il
feudo di Sabbioneta fu ceduto dalla Spagna al genovese Francesco Maria Spinola, Duca di San
Pietro, che vantava enormi crediti verso la casa dei Guzman.
Il feudo di Trajetto fu venduto ad Antonio Carafa e quello di Fondi ceduto ai Conti di Mansfeldt. Successivamente
lo Spinola rinunciò, per l'impossibilità di
mantenervi una guarnigione, al Ducato di Sabbioneta che venne aggregato
prima al Ducato di Mantova (dal 1703 al 1707) e poi a quello di
Guastalla (dal 1707 al 1746); infine ritornò al Sacro Romano Impero e
quindi alla Casa d'Austria.
- 5 - Apocalisse 13,6 "... di modo che
nessuno possa comprare o vendere, se non chi ha l'impronta, il nome
della bestia o il numero del suo nome."
- 6
- Corpus Nummorum Italicorum,
citato, pag. 549, tipo n° 1
- 7
- N. Papadopoli, Monete italiane inedite
della Raccolta Papadopoli - Sabbioneta, in : Rivista Italiana di Numismatica, fasc. III, Milano
1893, pag. 318 n° 6.
- 8 - M. Rossi, Le Zecche dei Gonzaga, Mantova e
Sabbioneta - Catalogo della Mostra, Sabbioneta, Il Bulino edizioni
d'arte, 1989, pag. 89, n° 188
- 9
- E' anomalo infatti che dell'ultimo periodo di
monetazione di Vespasiano il monetale più alto oggi conosciuto sia il 40
Soldi del S.Nicola e che non si conoscano
pezzi più importanti, come Ducatoni e Mezzi Ducatoni. E' strano anche
che non si conoscano pezzi con lo stemma araldico vespasianeo
della Libertas contornato dal prestigioso
collare del Toson d'Oro, ottenuto da
Vespasiano nel 1585, proprio quello stesso stemma araldico che,
impropriamente, viene utilizzato nell'esemplare coniato da Luigi ed
Isabella e datato 1605. Lo stemma non è infatti
quello dei Duchi Carafa-Gonzaga, che sempre
nella loro monetazione e nei sigilli hanno utilizzato un partito con le
armi delle due famiglie, bensì quello utilizzato dal Duca Vespasiano
Gonzaga tra il 1574 ed il 1591 e soprattutto il Toson
d'Oro che circonda lo stemma dell'esemplare datato 1605 non può essere
riferito a Luigi Carafa che fu insignito
dell'onorificenza solo un anno dopo quella data, nel 1606.
- 10
- ASPr, Gridario
(aggiunte) 1661-1667, cc.138 - "1666,
adì 12 Aprile / Grida per li Ducatoni di
Mantova / e Sabionetta e per altre monete /
non tarifate./ Intendendosi dall'Illustrissimo
Magistrato della / Serenissima Camera Ducale di Parma, che vi / siano
vedute in questa Città due / monete, che si volevano spendere / per
Ducatoni, l'una battuta nella / Zecca di Mantova, da una / parte della
quale vi sono impresse / le Effiggij della
Serenissima Duchessa / Isabella Clara, et del
Serenissimo Signor / Duca suo figliuolo con lettere d'intorno, / che
dicono Isabella Clara Ferd. / Car. D. G. D. Man. M. F.
& c. e / nel mezo 1666,
et dall'altra / parte vi è l'impronto d'un
sole, / con lettere intorno, che dicono / Alba a longe
cognosit. L'altra / moneta battuta in quella
di / Sabionetta da una parte della / quale vi
è l'impronto della Beatissima Vergine con raggi intorno / con le lettere
che dicono Luna sub / pedibus eius 1666, et dall' / altra parte vi è un'Arma con / lettere intorno,
che dicono Nicolaus / D. G. Sablonet. Dux. et Ostil.
/ Prin. & c. / E dall'esperienza fatta
dell'una, / e dell'altra essendosi trovata quella / di Mantova di bontà
e peso / del Ducatone, ma l'altra d'in- / ferior bontà e
peso. / Pertanto per parte del detto Illustrissimo Magistrato / anche
con participazione, et
/ ordine espresso da Sua Altezza Serenissima, / si concede a ciascuna
persona di qualsivoglia stato, grado e condizione esser / si voglia, che
in avenire possi /
tirare e spendere il detto Ducatone / di
Mantova per il corso tari- / fato delli altri
Ducatoni cioè / a £
14. 2., come all'incontro / si vieta a ciascuna persona, e / come sopra
tanto di tutto lo Stato / di Parma quanto quello / di Borgo San Donino e
Busseto, il tirare / e spendere l'altra moneta
/ batuta per Ducatone
nella / Zecca di Sabionetta, sotto pena /
della perdita di tal moneta che / sarà tirata come sopra, et anche / di scudi cinquanta di oro d' / esser
levati a ciascuno contra- / faciente, et applicati per
duoi / terzi alla Serenissima Camera, e per
l'altro / terzo all'accusatore e inventore / et
anche di tre tratti di corda / da esserli dati irremisibilmente
/ in pubblico. / I oltre si comanda a ciascuno, e / come sopra il non
tirare e spendere / rispettivamente monete non tariffate / e di
osservare le Gride, e / tariffe dell'altre monete / sotto le pene in esse Gride / cominate altrimente si proce- / derà contro li trasgressori con ogni rigore. / Però & c.Il Presidente,
e Magistrato"La grida venne pubblicata
il 17.Aprile.1666Alla grida è allegata una carta che riporta i saggi
effettuati che si trascrivono di seguito:"Adì 3 di Aprile 1666 /
Faccio fede io sotto schrito havere fatto il saggio sopra / no ducatone di mantua il quallo ho ritrovato di / bontà di fino per lira oncie undici e dinare otto
dico £ 11 d. 8 / Adì 3 di Aprile 1666 / Facio fede
io sotto schrito il primo saggio sopra uno / ducatone di Sabioneta il quallo ho ritrovato di bontà / di fino per lira oncie undici e dinare sete
dico £ 11 d. 7 / Et
il sechondo saggio ho
ritrovato di bontà di fino per lira / oncie
undici et dinare sei
dico £ 11 d. 6 / Et il terzo saggio ho
ritrovato di bontà di fino per lira oncie /
undici et dinare
sete dico £ 11 d. 7 / In fede Io Fabricio Cochij saggiatore
/ Et il ducatone Sabineda Cala meze dinare."
- 11
- ASPr, Magistrato Camerale di Parma (Lettere
allo stesso), 1666, b.199, c.120 - " Presentendo noi Deputati al governo
della Comunità di Sabbio- / neta che dalle
Signorie loro Illustrissime siano stati banditi
/ li Ducatoni ultimamente stampati nella ceccha
di Sabbioneta / e stando il Comercio che
questo ... loro ha con codesta / Città risolviamo di mandare il Signor
Pietro Pavolo Ve- / luti
alle Signorie loro Illustrissime à fine che havendone
/ alcuni mercanti ò altri li esibiscano, che da esso / li sarà sborsato altre-tant'oro; e senza più con / ogni riverenza le
baciamo le mani. / Sabbioneta li 28 Aprile 1666"
Ringrazio Giovanni Sartori per le accurate ricerche nell'ASPr.

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