Donatella Ghidini
|
|
|
DONATELLA GHIDINI Ceramica Artistica
Mantovana Via Campo del Perdono,
27 46010 - Villa Pasquali
- MN Telefono: 0375 220121 |
|
|
|
LA CERAMICA GRAFFITA MANTOVANA LE ORIGINI La ceramica graffita è
una produzione artigianale caratteristica dell’alta Italia, in particolare
dell’area padano-veneta. Originaria del vicino
Oriente e diffusa nel bacino del Mediterraneo soprattutto dal X secolo d.c., è arrivata in Italia attraverso le vie commerciali
controllata prima dai mercanti bizantini poi da quelli veneziani. Nell’area padano-veneta, ha trovato la
sede ideale di sviluppo in centri come Ferrara, Cremona, Mantova, Parma
Bologna, Verona, Padova e Treviso, dove la ricca committenza dei signori
locali garantiva lavoro agli artigiani e, di conseguenza, grande specializzazione e perfezionamento di un’arte che nel
resto del Paese era stata rapidamente soppiantata dalla maiolica. Il periodo
di crescita, apice e declino di questa ceramica coincide con i secoli XIV-XVII,
quando è definitivamente scomparsa a causa della mancanza di richiesta da
parte di una committenza sempre più impoverita dalle guerre intestine e, in
seguito al sopraggiungere dell’impero austriaco, a causa di un deciso
cambiamento del gusto delle famiglie aristocratiche attratto sempre più dalle
porcellane bavaresi,. Dopo un lungo periodo di
totale assenza anche dagli studi degli specialisti, nella seconda metà del XX secolo è stata finalmente riconosciuta come
ceramica con caratteristiche proprie e non come sottoprodotto della più
diffusa maiolica. Inoltre, gli studi più recenti sono stati accompagnati dal
tentativo, peraltro riuscito, di farla rivivere materialmente, e Mantova in
tal senso può considerarsi un vero e proprio punto di irradiazione
della graffita. LE FASI DI LAVORAZIONE La caratteristica principale della graffita sta nella lavorazione “a crudo” dell’argilla,
fase quasi inesistente in altri tipi di ceramica, dopo aver steso uno strato
di ingobbio (un tipo di argilla bianca,
disciolto in acqua) si disegna e quindi si procede all’incisione mediante
punte e stecche di metallo: con questa operazione si leva parte dell’ingobbio dalla superficie del pezzo riportando alla luce
l’argilla rossa sottostante mettendo così in evidenza il disegno che
risulterà in rilievo. Il pezzo così inciso è cotto ad una
temperatura superiore ai 900° C. : si ottiene allora
un “biscotto” bianco e rosso, caratteristica esclusiva della ceramica
mantovana. Infine, il pezzo è immerso in “cristallina”
(sospensione a base di silicio in acqua) che ha la funzione di vetrificare
definitivamente l’oggetto, quindi si procede con la seconda cottura che
supera i 900° C. per permettere la fusione della cristallina sull’oggetto. |