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La Sinagoga |
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Informazioni pratiche La Sinagoga di
Sabbioneta si trova in Via Bernardino Campi, al N° 1, all'angolo con la
piazzetta della chiesa di San Rocco. L'ingresso si trova, al piano terra,
sotto ad un portico di colonne marmoree. Da un piccolo atrio di ingresso si
accede al vano dello scalone di marmo che, con quattro rampe, porta al Tempio
(secondo piano, l'edificio non dispone di ascensore). Ulteriori due rampe
portano al sovrastante matroneo. L'accesso alle persone di sesso maschile è
consentito solo a capo coperto (all'ingresso è fornito il kippà). Nell'atrio della
Sinagoga è collocata una serie di pannelli didattici illustrativi
sull'ebraismo, allestita a cura del "Nuovo Convegno", circolo
ebraico milanese di cultura. |
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Cenni storici La Sinagoga
di Sabbioneta, luogo di culto e di riunione della comunità ebraica della
città, fu edificata nel 1824, probabilmente su progetto dell'architetto Carlo
Visioli (nato a Sabbioneta nel 1798), autore anche del tempio di Viadana (la
paternità è controversa in quanto secondo alcune fonti il progetto è da
attribuire a Luigi Voghera, cremonese). Nel 1840 furono eseguiti gli stucchi
della volta dall'artista svizzero Pietro Bolla. L'attuale Sinagoga ne
sostituì un'altra più antica, di cui non si conosce l'ubicazione. La
decisione di edificare questo tempio fu adottata dai 113 ebrei qui residenti
nel 1821 come rivendicazione di autonomia di fronte alla proposta del governo
austriaco di unirsi amministrativamente alla comunità mantovana. Fu scelto
questo luogo in seguito alla donazione di Salomone Foà, l'antico proprietario
dello stabile, di alcuni ambienti di questo edificio. Dopo un lungo periodo
di abbandono, il restauro della Sinagoga, a cura della Soprintendenza ai Beni
Culturali e Architettonici di Brescia (con il contributo finanziario della
Pro Loco di Sabbioneta), è stato ultimato nel 1994 ed ha permesso la
riapertura dell'edificio al pubblico e al culto (il tempio è utilizzato dalla
comunità ebraica di Mantova che ne è proprietaria). Della vecchia Sinagoga
era stata conservata, fino al 1970, l'Arca Santa che ora è stata trasferita a
Gerusalemme. |
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Descrizione del tempio L'edificio in
cui è situata la Sinagoga, che si integra perfettamente con il carattere cittadino,
faceva parte di un gruppo di case abitate da ebrei (a Sabbioneta non è mai
stata attuata l'istituzione di un ghetto). Il Tempio venne realizzato nella
parte superiore dello stabile per rispettare il precetto per il quale tutte
le sinagoghe devono trovarsi sotto la volta celeste, e non devono avere nulla
al di sopra se non il cielo. La sala di preghiera è preceduta da un atrio a
forma rettangolare. L'interno, anch'esso di pianta rettangolare, conserva un
aspetto solenne; la bimà (temà) si trova sulla parete orientale; l'arredo è
ancora costituito dagli antichi banchi di legno, mentre la zona dell'Aròn,
cui si accede per un bel cancelletto di ferro battuto, ha tuttora l'aspetto
prezioso che dovette caratterizzare i tempi in cui la comunità raggiunse il
massimo splendore. L'Aròn, ai lati della quale pendono due lampade, è
circondata da due colonne con capitelli corinzi ed è sormontata da un timpano
con una scritta dorata in caratteri ebraici. Sul lato opposto altre colonne
sostengono il sovrastante matroneo (spazio di preghiera riservato alle donne)
posto al piano superiore, sopra l'ingresso, schermato dalla sala da una
austera grata di legno. Le pareti sono rifinite a stucco finto marmo di
diversi colori. In ciascuno dei lati lunghi del salone sono disposte tre
porte, una reale e due dipinte. Le finestre del lato sinistro guardano su un
cortile interno, quelle sul lato destro, sono finte. Di particolare fattura,
impreziosito dagli stucchi, il soffitto da l'impressione di un telo. |
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Altre testimonianze ebraiche in Sabbioneta Il
cimitero: lasciando Sabbioneta, oltre Porta Imperiale, seguendo le
indicazioni per la frazione di Borgofreddo, si arriva al cimitero ebraico,
rimasto a testimoniare l'esistenza passata della comunità. Questo cimitero
ebbe origine nel XIX secolo, l'ultima sepoltura risale al 1937. Dopo un lungo
periodo di abbandono le lapidi sono state recentemente restaurate a cura
dell'Associazione Pro Loco che ha anche provveduto alla trascrizione dei
testi. Palazzo
Forti:
il complesso edilizio, posto nella attuale Via Accademia, era di proprietà
della famiglia ebrea Forti, proprietari terrieri, fino alla prima metà del XX
secolo. Lapide
Chiesa dell'Incoronata: Sotto il porticato di ingresso della chiesa che ospita
le spoglie del Duca Vespasiano Gonzaga, è posta una lapide marmorea che
ricorda il lascito dell'ebreo Leone Donato Forti che, nel 1826 riscattò la
chiesa, sconsacrata dal 1810 durante la conquista napoleonica, e la donò alle
autorità ecclesiastiche. Museo di
Arte Sacra: vi sono conservati alcuni oggetti (mezuzà e pergamene) ritrovati
in una casa ebraica. |
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The
Synagogue |
This lovely little synagogue
was built in 1824 to a design by Carlo Visioli on the site of a much older
Synagogue there from time immemorial on the second floor of the Jewish Quarter
next to the The The left side windows overlook
an internal courtyard while those on the right, overlooking the street are
dummy. The domical vault, enriched with plasterwork by Pietro Bolla from The furnishings that remain are
splendid and precious. Apart from the gilded and decorated doors of the The benches are 19th century. The Holy Ark of the old synagogue (a
four door wooden cupboard with two pilasters surmounted by Corinthian
halfcapitals framing the top doors) was taken to |
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2005 - ASM |