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Vespasiano Gonzaga e gli ebrei |
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L'esistenza della tipografia del Foà denota il disinteresse mostrato da Vespasiano Gonzaga
per la Bolla Cum nimis
absurdum con cui Papa Paolo IV Carafa, nel 1555, segregava nei ghetti gli ebrei
residenti nello Stato della Chiesa ed imponeva agli ebrei stessi di portare
un segno distintivo giallo o rosso sugli abiti. In realtà, nonostante il Signore di
Sabbioneta fosse profondamente religioso, tollerò e protesse gli ebrei sabbionetani e non sembra si siano verificati, durante il
suo dominio, episodi di intolleranza o restrizioni particolari verso gli
ebrei (a Sabbioneta non vi fu mai un ghetto e nemmeno mai vi operò
apertamente l'Inquisizione) nemmeno dopo la Bolla Hebraeorum
gens sola quondam a deo dilecta
emanata nel 1569 da Papa Pio V Ghisleri. Nei documenti di quel periodo si parla di
questioni riguardanti gli ebrei sabbionetani solo
in una lettera del 1574 indirizzata a Vespasiano (in quel periodo Vicerè in Spagna) nella quale un suo funzionario gli comunicava che con "diligenza et
secretezza" la Curia romana, per vie non
ufficiali, aveva chiesto di verificare se "in casa delli
ebrei dello Stato" esistessero libri proibiti o strumenti per la stampa. [2000 – Umberto Maffezzoli] |