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II PERIODO - (1565-1570) VESPASIANO GONZAGA COLONNA MARCHESE di SABBIONETA In questo secondo periodo Vespasiano si
fregia del titolo di Marchese di Sabbioneta (Diploma
dell'Imperatore Massimiliano II d'Absburgo dato in
Vienna il 5.V.1565), oltre che di quelli già utilizzati nel periodo
precedente di Principe del Sacro Romano Impero e di Conte di Rodigo. Nel 1566 morì la zia Giulia Gonzaga. Nel 1567 morì anche la seconda moglie Anna
d'Aragona. Nel 1568 contribuì in modo determinante
alla definitiva pacificazione del Feudo di Casale Monferrato in nome e per
conto di Guglielmo Gonzaga, Duca di Mantova. Dal 1568 al 1570,
salvo brevi periodi, risiedette stabilmente presso
la Corte Spagnola. Va notato che lo stemma araldico presente
sulle monete conosciute di questo periodo, interzato in palo, è del tipo Spagna-Colonna-Gonzaga.
La collocazione dell'Arme di Spagna nella partizione
d'onore potrebbe rappresentare una sorta di omaggio all'illustre casato della
moglie segnalando altresì in modo inequivocabile che gli interessi di
Vespasiano erano principalmente rivolti al mondo spagnolo. D'altro canto l'esame dei sigilli usati nella
corrispondenza di Vespasiano in questo periodo, mostra che dopo la morte di Anna (non essendovi più ragione per lasciare l'Arme di
Spagna nella partizione d'onore) venne adottato uno stemma araldico interzato
del tipo Gonzaga-Colonna-Spagna. Ciò induce a
ritenere che possa essere ulteriormente ristretto il periodo di coniazione delle
monete conosciute di questo periodo fra gli anni
1565 e 1567. Dignità Araldiche, titoli Feudali ed Onori Principe del Sacro Romano Impero (dal 1531) Marchese Gonzaga (dal 1531) e I di Sabbioneta (dal 1565) Conte III di Rodigo (dal 1540) Grande di Spagna (dal 1558) Patrizio Napoletano di Seggio (dal 1559) Legende del Dritto VESPASIANVS SABLONETÆ MARCHIO ROTINGI QVE COMES VESPASIANVS SABLONETÆ MARCHIO ROMANI
IMPERII PRINCEPS Legende del Rovescio FORTITVDO ET LAVS MEA DOMINVS HIC EST FILIVS MEVS DILECTVS |
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Monete conosciute |
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Nr |
Nominale |
Mat |
Ø mm |
Peso gr. |
Rar |
Dritto |
Rovescio |
CNI |
Magn |
Affò |
Altre catalogazioni |
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19 |
scudo-tipo 3 |
AU |
24 |
3,10-3,29 |
R5 |
scudo interzato |
croce ornata |
26-27-28 |
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|
|
|
20 |
mocenigo-tipo 2 |
AR |
33 |
5,37-6,18 |
R5 |
scudo interzato |
battesimo di Cristo |
29 |
|
9 |
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Nota Il Magnaguti
riporta un esemplare di ottone (Magn.31)
attribuibile per l'araldica e le legende del giro a
questo periodo. La singolarità della lega utilizzata e l'unicità del pezzo
hanno sempre fatto ritenere che potesse trattarsi di una "Prova di
Scudo". Non sembra però corretto accettare
questo esemplare tra le monete di Sabbioneta specialmente alla luce della
vicenda dei conii sabbionetani descritta e
documentata dal Portioli che potrebbe far supporre
trattarsi di un esemplare fabbricato ad hoc in tempi successivi al periodo di
operatività della Zecca di Sabbioneta. |